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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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i diritti d'uso pubblico: natura e regime giuridico
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I diritti di uso pubblico sono diritti reali di godimento a favore della collettività gravanti su beni di proprietà privata; essi non sono posti a favore di altri fondi o di altre proprietà ma soddisfano interessi collettivi (si pensi alle strade vicinali di appartenenza privata ma soggette alla fruizione collettiva). Diversi dai diritti d'uso pubblico sono i diritti demaniali su beni altrui e i diritti patrimoniali su beni altrui che gravano su proprietà private ma a favore di beni della PA demaniali o patrimoniali indisponibili.
 
I diritti demaniali su beni altrui sono, dunque, diritti reali limitati, gravanti su proprietà private e costituiti a favore di beni demaniali. I diritti patrimoniali su beni altrui gravano su proprietà privata e sono costituiti in favore di beni del patrimonio disponibile o indisponibile della PA.
 
Il regime giuridico dei diritti demaniali su beni altrui e dei diritti patrimoniali su beni altrui segue quello dei beni a favore dei quali essi sono costituiti; tale regime giuridico sarà dunque quello previsto per i beni demaniali o per i beni patrimoniali (disponibili o indisponibili).
 
I diritti demaniali su beni altrui, essendo caratterizzati dall'asservimento di un fondo privato ad una proprietà pubblica costituiscono la  categoria delle servitù prediali pubbliche.
 
Formano oggetto delle servitù prediali pubbliche: le servitù di via alzaia, e, cioè, la servitù di passaggio e transito che devono consentire i proprietari dei fondi limitrofi ai corsi dei fiumi e più in generale dei corsi d'acqua, le servitù di scolo che devono consentire i proprietari dei fondi sottostanti alle strade, le servitù di scarico per i fondi prossimi ai laghi e le servitù di sovrapassaggio su ponti cavalcavia e viadotti su fiumi e corsi d'acqua.
 
Tali servitù possono essere costituite mediante convenzione con i privati, mediante atti autoritativi della PA, per atto di liberalità o per usucapione dell'ente ovvero con sentenza. Si tratta di servitù coattive la cui costituzione comporta la corresponsione di un indennizzo.
 
I diritti d'uso pubblico, come accennato, sono caratterizzati dall'assenza del fondo dominante. Essi gravano su un fondo privato ma sono costituite per un'utilità generale che prescinde dal vantaggio di uno specifico fondo. Costituiscono diritti d'uso pubblico, ad esempio, i diritti di passaggio che spettano alla collettività sulle strade vicinali, strade, cioè, che appartengono ai privati ma che, per l'appunto, sono soggette al pubblico passaggio. Il Comune riconosce la natura vicinale della strada con un atto di inclusione di carattere interno che può sempre essere impugnato dimostrando che la strada non è aperta al pubblico passaggio.
 
Ove la strada sia, comunque, riconosciuta come vicinale il Comune dovrà determinare le modalità dell'uso pubblico e concorrere alla sua manutenzione.
 
Il diritto d'uso pubblico su strada vicinale può esser fatto valere da ciascun abitante del Comune.
 
Formano, altresì, oggetto di diritti d'uso pubblico i musei e le pinacoteche di proprietà privata.
 
Tra i diritti di uso pubblico debbono, poi, includersi gli usi civici i diritti di godimento a favore di una determinata collettività su beni che possono essere di proprietà di privati. Esempi di usi civici sono i diritti di di legnatico, pascolo e semina.
 




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