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la sdemanializzazione

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La sdemanializzazione indica un atto o un fatto che incide sulla destinazione pubblicistica di un bene determinandone la cessazione del relativo statuto pubblicistico che, nel caso dei beni demaniali, significa inalienabilità, insuscettibilità di espropriazione privata o pubblica, insuscettibilità di acquisto a titolo originario per usucapione e possibilità di formare oggetto di diritti in favore dei terzi solo nei limiti entro i quali detta possibilità sia legalmente prevista (si pensi, ad esempio, a quanto previsto dal DPR n 283 del 2000 con riferimento ai beni immobili del demanio storico e artistico dello Stato).

Come noto, nella categoria dei beni demaniali, occorre distinguere il demanio necessario, (naturale o artificiale) che nasce conformato dalla funzionalizzazione al pubblico interesse ed il demanio eventuale che acquisisce lo statuto pubblicistico della demanialità solo a seguito di uno specifico atto di destinazione. La sdemanializzazione, come è ovvio, può verificarsi solo in relazione al demanio eventuale in quanto, con riferimento al demanio necessario (fiumi, laghi, porti fortezze ecc ), i beni sono ontologicamente destinati ad assolvere funzioni pubblicistiche e non è ipotizzabile una perdita della demanialità per effetto di un atto espresso o tacito di sdemanializzazione.

Ciò premesso, in giurisprudenza, in particolare, si sono poste questioni in ordine ai presupposti per la configurabilità di una sdemanializzazione tacita e si è avuto modo di precisare, sia da parte del Supremo Consesso della Giustizia Amministrativa, sia da parte della Suprema Corte, che un contegno meramente omissivo anche prolungato non è idoneo a determinare la perdita della demanialità del bene principale e/o della relativa pertinenza occorrendo, piuttosto, un contegno attivo o, comunque, univocamente diretto a sottrarre il bene alla sua destinazione pubblicistica.

Con riferimento all'acquisto della demanialità ed alla sdemanializzazione, occorre, poi, sottolineare come le PA redigono elenchi dove indicano i beni soggetti al regime demaniale. Tali elenchi, come precisato dalla costante giurisprudenza, non possiedono alcuna valenza costitutiva della demanialità del bene ma possiedono una valenza meramente dichiarativa, creando una presunzione relativa dell'appartenenza del manufatto all'ente, suscettibile di essere vinta dalla prova contraria in ordine alla sua natura privata ed all'insussistenza di vincoli di destinazione pubblicistica.
 
Sui presupposti per la configurabilità di una sdemanializzazione tacita
Consiglio Stato  Sez. V del  07 febbraio 2000 n. 725
Dovendo la qualificazione di un rapporto tra privato e p.a. prescindere dalla denominazione formale adoperata dalle parti e far esclusivo riferimento alla natura sostanziale delle rispettive posizioni soggettive, va qualificata come concessione di bene demaniale e non come affitto o locazione l'attribuzione ad un imprenditore privato, da parte di un comune, di una porzione di una pubblica piazza per l'impianto di un esercizio commerciale, indipendentemente dal "nomen iuris" a suo tempo utilizzato.
La sdemanializzazione di un bene pubblico, quando non derivi da un provvedimento espresso, deve risultare da altri atti e/o comportamenti univoci della p.a. proprietaria, che siano concludenti e incompatibili con la volontà di quest'ultima di conservare la destinazione del bene stesso all'uso pubblico, oppure da circostanze tali da rendere non configurabile un'ipotesi diversa dalla definitiva rinuncia al ripristino della funzione pubblica del bene, onde la sdemanializzazione non si può desumere dal mero fatto che il bene non sia più adibito, per un certo tempo (nella specie, per effetto di un rapporto concessorio ventennale), a detto uso.
 
...con riferimento al vincolo pertinenziale
Cassazione Civile  Sez. Un. del 18 dicembre 1998 n. 12701
Fanno parte del demanio idrico, perché rientrano nel concetto di alveo, le sponde e le rive interne dei fiumi, cioè le zone soggette ad essere sommerse dalle piene ordinarie (mentre le sponde e le rive esterne, che possono essere invase dalle acque solo in caso di piene straordinarie, appartengono ai proprietari dei fondi rivieraschi), ed altresì gli immobili che assumano natura di pertinenza del medesimo demanio per l'opera dell'uomo, in quanto destinati al servizio del bene principale per assicurare allo stesso un più alto grado di protezione. Tale rapporto pertinenziale e la conseguente demanialità del bene accessorio permangono fino al momento in cui la p.a. manifesti la sua volontà di sottrarre la pertinenza alla sua funzione, mentre la sdemanializzazione non può desumersi da comportamenti omissivi della medesima. (Nella specie, la p.a. aveva espropriato un'area limitrofa al Brenta per la ricostruzione dell'alveo del fiume dopo un'alluvione e l'argine era stato ripristinato con l'inserimento di una "banca" e di una "sottobanca" di rinforzo, sulla quale ultima successivamente un privato aveva costruito un fabbricato; la S.C. ha confermato la impugnata sentenza del tribunale superiore della acque pubbliche, con cui era stata rigettata l'azione del privato di accertamento del suo diritto di proprietà relativamente all'area su cui insisteva detto edificio, sulla base del rilievo della qualità di pertinenza demaniale della sottobanca, che, pur non essendo permeata dalle acque di piena ordinaria, era inseparabile strutturalmente dall'alveo e poteva assolvere una funzione protettiva con continuità e non per esigenze solo momentanee).

 

Cassazione Civile Sez. Un. del 18 dicembre 1998 n. 12701 

Sul valore degli elenchi dei beni demaniali
Cass Civ Sez II, 4 giugno 2002, n 8081   




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