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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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Redditi di lavoro autonomo - scheda
I redditi di lavoro autonomo - scheda


L'art. 53 del TUIR definisce, in prima battuta, redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni con la precisazione che, per esercizio di arti e professioni si intende l'asercizio abituale ancorchè non esclusivo di attività di lavoro autonomo diversa da querlla commerciale compresa nel capo VI del TUIR.
L'autonomia distingue la categoria reddituale di cui trattasi dai redditi di lavoro dipendente, l'abitualità vale a distinguerli dalla categoria residuale dei redditi diversi.
La distinzione dei redditi di lavoro autonomo dai redditi di impresa riposa sull'oggetto dell'attività e sulle modalità di organizzazione della stessa. Segnatamente sono redditi di impresa quelli prodotti nell'esercizio delle attività di cui all'art. 2195 cc.
Sono inoltre redditi di impresa anche quelli che hanno ad oggetto attività diverse da quelle indicate nell'art. 2195 cc laddove vi sia organizzazione in forma di impresa.
Rientrano dunque nell'alveo dei redditi di lavoro autonomo, non solo le attività artistiche e professionali ma anche altre attività purchè sussista il requisito dell'autonomia e quello negativo dell'assenza di organizzazione imprenditoriale.
Inoltre, rientrano tra i redditi di lavoro autonomo pur non avendo le caratteristiche suddette, i redditi derivanti dalla utilizzazione economica d’invenzioni, opere dell’ingegno o brevetti, i redditi derivanti da prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo ed altri.
Mentre i redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra i compensi percepiti (al netto dei contributi previdenziali), in denaro o in natura, e le spese sostenute (regolarmente registrate ed attinenti l’attività), i redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno sono costituiti dall’ammontare percepito decurtato del 25% per spese determinate in modo forfettario ovvero del 40% se i compensi sono percepiti da soggetti con età inferiore a 35 anni.
La base imponibile dei redditi di lavoro autonomo è costituita, in prevalenza, dai compensi ricevuti; concorrono alla formazione del reddito le plusvalenze dei beni strumentali e degli immobili (cfr. art. 54 TUIR). La plusvalenza è pari alla differenza tra il corrispettivo della cessione (o dell'indennizzo in caso di risarcimento) e il costo non ammortizzato del bene.
La deduzione delle spese segue il principio dell'inerenza; sono di regola integralmente deducibili le spese inerenti come i canoni di affitto, le spese per il personale dipendente, le spese di elettricità, il telefono, i premi di assicurazione, le spese di aggiornamento).
Anche nel regime fiscale del lavoro autonomo vi sono costi pluriennali deducibili per competenza. Ad esempio, il costo dei beni strumentali mobili e dei beni immateriali è deducibile mediante ammortamento, applicando i coefficienti per l'ammortamento dei beni delle imprese. Per gli immobili acquistati dopo il 1° gennaio 2010 non sono deducibili i costi di acquisto e neppure i canoni di leasing. Le indennità di fine rapprto dovute ai dipendenti sono deducibili anno per anno, in base alal quota maturata nel periodo di imposta.
Vi sono regole che limitano la deducibilità di particolari costi o li forfetizzano. Le spese relative a beni di uso promiscuo sono, ad esempio, deducibili per la metà;
gli ammortamenti e le spese relative all'auto utilizzata nell'esercizio della professione sono deducibili per il 40% (il costo rileva per un importo non superiore a 18.075,99 euro);
le spese telefoniche sono deducibili per l'80%.
Se il reddito di lavoro autonomo è di ammontare modesto si applica il regime dei contribuenti minimi.



Redditi di lavoro autonomo (1).
Art. 53 [49].
1. Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni. Per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI, compreso l'esercizio in forma associata di cui alla lettera c) del comma 3 dell'articolo 5.
2. Sono inoltre redditi di lavoro autonomo:
[ a) i redditi derivanti dagli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, dalla partecipazione a collegi e commissioni e da altri rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Si considerano tali i rapporti aventi per oggetto la prestazione di attività, non rientranti nell'oggetto dell'arte o professione esercitata da contribuente ai sensi del comma 1, che pur avendo contenuto intrinsecamente artistico o professionale sono svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita;] (2)
b) i redditi derivanti dalla utilizzazione economica, da parte dell'autore o inventore, di opere dell'ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, se non sono conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali;
c) le partecipazioni agli utili di cui alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 44 quando l'apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro;
d) le partecipazioni agli utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata;
e) le indennità per la cessazione di rapporti di agenzia;
f) i redditi derivanti dall'attività di levata dei protesti esercitata dai segretari comunali ai sensi della legge 12 giugno 1973, n. 349 (3).
3. Per i redditi derivanti dalle prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo, di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91, si applicano le disposizioni relative ai redditi indicati alla lettera a) del comma 2.
(1) Nel testo precedente la riforma introdotta dal D.Lgs. 344/2003 le disposizioni contenute nel presente articolo erano previste dall'articolo 49.
(2) Lettera abrogata dall'articolo 34 della legge 21 novembre 2000, n. 342, a decorrere dal 1° gennaio 2001. Vedi l'articolo 5 del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38.
(3) Lettera aggiunta dall'articolo 4 del D.L. 14 marzo 1988, n. 70.



Si tratta dei redditi che derivano dall’esercizio di arti e professioni. Con ciò s’intende l’esercizio abituale, anche se non esclusivo, di attività di lavoro autonomo diversa da quella d’impresa, anche se esercitata in forma di associazione priva di personalità giuridica. Anche in questo caso, il legislatore non ha dato una definizione giuridica di lavoro autonomo. Ad ogni modo s’individuano alcuni elementi comuni. Essi sono l’esercizio di attività per professione abituale (l’abitualità distingue questi redditi da quelli diversi), l’esercizio di attività diverse da quelle d’impresa e la mancanza di un vincolo di subordinazione.
Inoltre, rientrano tra i redditi di lavoro autonomo pur non avendo le caratteristiche suddette, i redditi derivanti dalla utilizzazione economica d’invenzioni, opere dell’ingegno o brevetti, i redditi derivanti da prestazioni sportive oggetto di contratto di lavoro autonomo ed altri.
Mentre i redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra i compensi percepiti (al netto dei contributi previdenziali), in denaro o in natura, e le spese sostenute (regolarmente registrate ed attinenti l’attività), i redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno sono costituiti dall’ammontare percepito decurtato del 25% per spese determinate in modo forfettario ovvero del 40% se i compensi sono percepiti da soggetti con età inferiore a 35 anni.
Anche per il lavoro autonomo si è adottato il sistema della ritenuta d’imposta. Tuttavia, essendo difficile accertare l’effettivo reddito conseguibile, non è prevista la ritenuta alla fonte bensì un’aliquota forfettaria pari al 20%.  La ritenuta è effettuata da coloro che corrispondono compensi ai lavoratori autonomi, in acconto dell’imposta dovuta dai percipienti, con obbligo di rivalsa.






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