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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
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Il procedimento davanti al TAR

 

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Il procedimento davanti al TAR era disciplinato dagli artt. 21 e ss. della L. n. 1034 del 1971, ora dagli artt. 40 e ss del cpa.

Notificato il ricorso all'auorità che ha emantao l'atto e ad almeno uno dei controinteressati, il ricorrente deve costituirsi entro il termine di trenta giorni dall'ultima notifica, depositando il ricorso con la prova delle avvenute notifiche nonchè, ma non a pena di decadenza, copia del provvedimento impugnato e i documenti a supporto del ricorso. La costituzione potrà avvenire anche dopo il perfezionamento dell'ultima notifica necessaria per il notificante salva, ai fini della procedibilità del ricorso, la successiva produzione della documentazione comprovante il perfezionamento della notifica per il destinatario.

La PA e i controinteressati potevano costituirsi, a mente della previgente disciplina nel termine di venti giorni dalla scadenza del termine per la costituzione del ricorrente depositando in cancelleria, memorie, istanze e documenti. L'Autorità che ha emanato l'atto doveva, altresì, nel termine di sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, produrre il provvedimento impugnato nonchè gli atti e documenti in esso citati e quelli sulla base dei quali l'atto stesso è stato emanato. Anche questo termine non era previsto a pena di decadenza in quanto il Presidente del Tar o un suo delegato poteva, in difetto di spontanea produzione da parte dell'autorità, ordinarne l'acquisizione al processo e, in caso di ulteriore inottemperanza, trarre argomenti di prova ex art. 116 cpc.

Entro il termine di trenta giorni da quello fissato per il deposito del ricorso principale, i controinteressati potevano anche proporre il ricorso incidentale, con il quale, attraverso la proposizione di diverse censure dell'atto già impugnato o di altri provvedimenti connessi (in rapporto di sovraordinazione o presupposizione con quello già impugnato) il ricorrente incidentale mirava a paralizzare l'iniziativa giudiziaria del ricorrente principale. Il ricorso incidentale era da intendersi come accessorio rispetto al principale, nel senso che, ove questo risultasse improcedibile, inammissibile o infondato nel merito, il ricorso incidentale avrebbe perso la sua efficacia e non sarebbe stato trattato nel merito. Il ricorso incidentale andava notificato alle parti costituite entro il termine perentorio di trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso principale e doveva essere depositato nei dieci giorni successivi.

Era anche ammesso l'intervento nell'ambito del procedimento dinanzi al TAR nelle diverse forme dell'intervento adesivo,  ad adiuvandum o ad opponendum; tendenzialmente era da escludersi invece l'intervento litisconsortile e principale. La disciplina delle modalità dell'intervento era quella stabilita dagli artt. 37 e ss del regolamento di procedura del Consiglio di Stato. L'intervento doveva essere notificato nelle stesse forme del ricoso in qualunque stato e grado del processo e andava depositato presso la segreteria del TAR entro il termine di dieci giorni giorni dall'ultima notifica (cfr. gli artt. 2, comma 2 Legge Tar e l'art. 40 del regolamento di Procedura dinanzi al Consiglio di Stato)

Contestualmente alla costituzione o successivamente ad essa, ma entro il termine di due anni dal deposito del ricorso, doveva essere formulata separata istanza di fissazione dell'udienza di discussione del ricorso.

In difetto il TAR, anche d'ufficio, dichiarava la perenzione ed il processo si estingue.

Il procedimento poteva, dunque, esaurirsi nell'udienza fissata, ove non fossero necessari incombenti istruttori, ovvero poteva essere necessario lìespletamento di attività istruttoria.

Con riferimento all'attività istruttoria, deve segnalarsi che il ricorrente non ha l'onere di fornire la piena prova ma solo un principio di essa, che la PA ha l'obbligo di cooperare con il GA che ha la possibilità di avvalersi, a seguito dell'incisiva modifica di cui alla L. n. 205/2000, di un apparato di mezzi istruttori più articolato che nel passato.

Nell'ambito dei giudizi ordinari di legittimità, in particolare, il GA ha disposizione la richiesta di documenti di schiarimenti e di verificazioni alla PA nonchè la possibilità di disporre la CTU.

Nell'ambito della giurisdizione esclusiva, il GA ha la possibilità di disporre, oltre che degli strumenti istruttori della giurisdizione di legittimità, degli ulteriori strumenti previsti dal codice di rito con l'esclusione delle prove legali (confessione e giuramento).

Nell'ambito della giurisdizione di merito, il GA ha la possibilità di avvalersi di tutti gli strumenti istruttori di cui dispone il Tribunale Ordinario.

Il procedimento dinanzi al TAR, esaurita la fase istruttoria (eventuale), prevedeva, ove l'udienza per la discussione non fosse fissata dal GA, che fosse formulata nuova istanza di fissazione dell'udienza di discussione a carico delle parti costituite.

Entro il termine perentorio di venti giorni liberi prima dell'udienza di discussione le parti potevano  presentare documenti e entro il termine di dieci giorni liberi prima dell'udienza medesima potevano depositare memorie.

All'udienza di discussione del ricorso, il Giudice del collegio incaricato faceva la relazione e le parti erano ammesse ad un succinta discussione a mezzo dei propri difensori. 

La decisione del ricorso può essere in rito o nel merito e, in tale ultimo caso, può essere d'accoglimento o di rigetto.

Le decisioni in rito possono essere: d'irricevibilità (per mancato rispetto dei termini perentori per la notifica o la costituzione);

d'inammissibilità per inesistenza delle condizioni dell'azione o per difetto di giurisdizione;

di nullità se mancano requisiti essenziali del ricorso;

di improponibilità se è stato promosso il ricorso straordinario;

di estinzione in caso di perenzione, per sopravvenuta carenza di interesse o cessazione della materia del contendere ovvero per rinuncia al ricorso;

di incompetenza, con indicazione dell'autorità competente presso cui riassumere il giudizio (al riguardo, mentre la competenza territoriale è dereogabile e la relativa eccezione deve essere proposta dalle parti non essendo rilevabile d'ufficio; la competenza funzionale può essere rilevata in qualsiasi stato e grado del processo, è rilevabile d'ufficio e costituisce motivo di gravame).


La disciplina del processo amministrativo è stata riscritta dal Codice del Processo Amministrativo ai cui articoli, qui di seguito trascritti si rinvia - per un esame comparato dei termini nuovi e vecchi del processo amministrativo si rinvia al relativo approfondimento

 

La nuova disciplina del processo amministrativo di primo grado contenuta nel CODICE del PROCESSO AMMINISTRATIVO

 

Art.40
Contenuto del ricorso

1. Il ricorso deve contenere:
a) gli elementi identificativi del ricorrente, del suo difensore e delle parti nei cui confronti il ricorso e' proposto;
b) l'indicazione dell'oggetto della domanda, ivi compreso l'atto o il provvedimento eventualmente impugnato, e la data della sua notificazione, comunicazione o comunque della sua conoscenza;
c) l'esposizione sommaria dei fatti, i motivi specifici su cui si fonda il ricorso, l'indicazione dei mezzi di prova e dei provvedimenti chiesti al giudice;
d) la sottoscrizione del ricorrente, se esso sta in giudizio personalmente, oppure del difensore, con indicazione, in questo caso, della procura speciale.

Art.41
Notificazione del ricorso e suoi destinatari

1. Le domande si introducono con ricorso al tribunale amministrativo regionale competente.
2. Qualora sia proposta azione di annullamento il ricorso deve essere notificato, a pena di decadenza, alla pubblica amministrazione che ha emesso l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati che sia individuato nell'atto stesso entro il termine previsto dalla legge, decorrente dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza, ovvero, per gli atti di cui non sia richiesta la notificazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione se questa sia prevista dalla legge o in base alla legge. Qualora sia proposta azione di condanna, anche in via autonoma, il ricorso e' notificato altresi' agli eventuali beneficiari dell'atto illegittimo, ai sensi dell'articolo 102 del codice di procedura civile; altrimenti il giudice provvede ai sensi dell'articolo 49.
3. La notificazione dei ricorsi nei confronti delle amministrazioni dello Stato e' effettuata secondo le norme vigenti per la difesa in giudizio delle stesse.
4. Quando la notificazione del ricorso nei modi ordinari sia particolarmente difficile per il numero delle persone da chiamare in giudizio il presidente del tribunale o della sezione cui e' assegnato il ricorso puo' disporre, su richiesta di parte, che la notificazione sia effettuata per pubblici proclami prescrivendone le modalita'.
5. Il termine per la notificazione del ricorso e' aumentato di trenta giorni, se le parti o alcune di esse risiedono in altro Stato d'Europa, o di novanta giorni se risiedono fuori d'Europa.

Art.42
Ricorso incidentale e domanda riconvenzionale

1. Le parti resistenti e i controinteressati possono proporre domande il cui interesse sorge in dipendenza della domanda proposta in via principale, a mezzo di ricorso incidentale. Il ricorso si propone nel termine di sessanta giorni decorrente dalla ricevuta notificazione del ricorso principale. Per i soggetti intervenuti il termine decorre dall'effettiva conoscenza della proposizione del ricorso principale.
2. Il ricorso incidentale, notificato ai sensi dell'articolo 41 alle controparti personalmente o, se costituite, ai sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile, ha i contenuti di cui all'articolo 40 ed e' depositato nei termini e secondo le modalita' previste dall'articolo 45.
3. Le altre parti possono presentare memorie e produrre documenti nei termini e secondo le modalita' previsti dall'articolo 46.
4. La cognizione del ricorso incidentale e' attribuita al giudice competente per quello principale, salvo che la domanda introdotta con il ricorso incidentale sia devoluta alla competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero alla competenza funzionale di un tribunale amministrativo regionale, ai sensi dell'articolo 14; in tal caso la competenza a conoscere dell'intero giudizio spetta al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ovvero al tribunale amministrativo regionale avente competenza funzionale ai sensi dell'articolo 14.
5. Nelle controversie in cui si faccia questione di diritti soggettivi le domande riconvenzionali dipendenti da titoli gia' dedotti in giudizio sono proposte nei termini e con le modalita' di cui al presente articolo.

Art.43
Motivi aggiunti

1. I ricorrenti, principale e incidentale, possono introdurre con motivi aggiunti nuove ragioni a sostegno delle domande gia' proposte, ovvero domande nuove purche' connesse a quelle gia' proposte. Ai motivi aggiunti si applica la disciplina prevista per il ricorso, ivi compresa quella relativa ai termini.
2. Le notifiche alle controparti costituite avvengono ai sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile.
3. Se la domanda nuova di cui al comma 1 e' stata proposta con ricorso separato davanti allo stesso tribunale, il giudice provvede alla riunione dei ricorsi ai sensi dell'articolo 70.

Art.44
Vizi del ricorso e della notificazione

1. Il ricorso e' nullo:
a) se manca la sottoscrizione;
b) se, per l'inosservanza delle altre norme prescritte nell'articolo 40, vi e' incertezza assoluta sulle persone o sull'oggetto della domanda.
2. Se il ricorso contiene irregolarita', il collegio puo' ordinare che sia rinnovato entro un termine a tal fine fissato.
3. La costituzione degli intimati sana la nullita' della notificazione del ricorso, salvi i diritti acquisiti anteriormente alla comparizione, nonche' le irregolarita' di cui al comma 2.
4. Nei casi in cui sia nulla la notificazione e il destinatario non si costituisca in giudizio, il giudice, se ritiene che l'esito negativo della notificazione dipenda da causa non imputabile al notificante, fissa al ricorrente un termine perentorio per rinnovarla. La rinnovazione impedisce ogni decadenza.

Art.45
Deposito del ricorso e degli altri atti processuali

1. Il ricorso e gli altri atti processuali soggetti a preventiva notificazione sono depositati nella segreteria del giudice nel termine perentorio di trenta giorni, decorrente dal momento in cui l'ultima notificazione dell'atto stesso si e' perfezionata anche per il destinatario. I termini di cui al presente comma sono aumentati nei casi e nella misura di cui all'articolo 41, comma 5.
2. E' fatta salva la facolta' della parte di effettuare il deposito dell'atto, anche se non ancora pervenuto al destinatario, sin dal momento in cui la notificazione del ricorso si perfeziona per il notificante.
3. La parte che si avvale della facolta' di cui al comma 2 e' tenuta a depositare la documentazione comprovante la data in cui la notificazione si e' perfezionata anche per il destinatario. In assenza di tale prova le domande introdotte con l'atto non possono essere esaminate.
4. La mancata produzione, da parte del ricorrente, della copia del provvedimento impugnato e della documentazione a sostegno del ricorso non implica decadenza.

Art.46
Costituzione delle parti intimate

1. Nel termine di sessanta giorni dal perfezionamento nei propri confronti della notificazione del ricorso, le parti intimate possono costituirsi, presentare memorie, fare istanze, indicare i mezzi di prova di cui intendono valersi e produrre documenti.
2. L'amministrazione, nel termine di cui al comma 1, deve produrre l'eventuale provvedimento impugnato, nonche' gli atti e i documenti in base ai quali l'atto e' stato emanato, quelli in esso citati e quelli che l'amministrazione ritiene utili al giudizio.
3. Della produzione di cui al comma 2 e' data comunicazione alle parti costituite a cura della segreteria.
4. I termini di cui al presente articolo sono aumentati nei casi e nella misura di cui all'articolo 41, comma 5.

Art.47
Ripartizione delle controversie tra tribunali amministrativi regionali e sezioni staccate

1. Nei ricorsi devoluti alle sezioni staccate in base ai criteri di cui all'articolo 13, il deposito del ricorso e' effettuato presso la segreteria della sezione staccata. Fuori dei casi di cui all'articolo 14, non e' considerata questione di competenza la ripartizione delle controversie tra tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo e sezione staccata.
2. Se una parte, diversa dal ricorrente, ritiene che il ricorso debba essere deciso dal tribunale amministrativo regionale con sede nel capoluogo anziche' dalla sezione staccata, o viceversa, deve eccepirlo nell'atto di costituzione o, comunque, con atto depositato non oltre trenta giorni dalla scadenza del termine di cui articolo 46, comma 1. Il presidente del tribunale amministrativo regionale provvede sulla eccezione con ordinanza motivata non impugnabile, udite le parti che ne facciano richiesta. Se sono state disposte misure cautelari, si applica l'articolo 15, commi 8 e 9.
3. Salvo quanto previsto dall'ultimo periodo del comma 2, alla ripartizione di cui al presente articolo non si applica l'articolo 15.

Art.48
Giudizio conseguente alla trasposizione del ricorso straordinario

1. Qualora la parte nei cui confronti sia stato proposto ricorso straordinario ai sensi degli articoli 8 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, proponga opposizione, il giudizio segue dinanzi al tribunale amministrativo regionale se il ricorrente, entro il termine perentorio di sessanta giorni dal ricevimento dell'atto di opposizione, deposita nella relativa segreteria l'atto di costituzione in giudizio, dandone avviso mediante notificazione alle altre parti.
2. Le pronunce sull'istanza cautelare rese in sede straordinaria perdono efficacia alla scadenza del sessantesimo giorno successivo alla data di deposito dell'atto di costituzione in giudizio previsto dal comma 1. Il ricorrente puo' comunque riproporre l'istanza cautelare al tribunale amministrativo regionale.
3. Qualora l'opposizione sia inammissibile, il tribunale amministrativo regionale dispone la restituzione del fascicolo per la prosecuzione del giudizio in sede straordinaria.

Art.49
Integrazione del contraddittorio

1. Quando il ricorso sia stato proposto solo contro taluno dei controinteressati, il presidente o il collegio ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri.
2. L'integrazione del contraddittorio non e' ordinata nel caso in cui il ricorso sia manifestamente irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondato; in tali casi il collegio provvede con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'articolo 74.
3. Il giudice, nell'ordinare l'integrazione del contraddittorio, fissa il relativo termine, indicando le parti cui il ricorso deve essere notificato. Puo' autorizzare, se ne ricorrono i presupposti, la notificazione per pubblici proclami prescrivendone le modalita'.
Se l'atto di integrazione del contraddittorio non e' tempestivamente notificato e depositato, il giudice provvede ai sensi dell'articolo 35 IMPROCEDIBILITA'
4. I soggetti nei cui confronti e' integrato il contraddittorio ai sensi del comma 1 non sono pregiudicati dagli atti processuali anteriormente compiuti.

Art.50
Intervento volontario in causa

1. L'intervento e' proposto con atto diretto al giudice adito, recante l'indicazione delle generalita' dell'interveniente. L'atto deve contenere le ragioni su cui si fonda, con la produzione dei documenti giustificativi, e deve essere sottoscritto ai sensi dell'articolo 40, comma 1, lettera d).
2. L'atto di intervento e' notificato alle altre parti ed e' depositato nei termini di cui all'articolo 45; nei confronti di quelle costituite e' notificato ai sensi dell'articolo 170 del codice di procedura civile.
3. Il deposito dell'atto di intervento di cui all'articolo 28, comma 2, e' ammesso fino a trenta giorni prima dell'udienza.

Art.51
Intervento per ordine del giudice

1. Il giudice, ove disponga l'intervento di cui all'articolo 28, comma 3, ordina alla parte di chiamare il terzo in giudizio, indicando gli atti da notificare e il termine della notificazione.
2. La costituzione dell'interventore avviene secondo le modalita' di cui all'articolo 46. Si applica l'articolo 49, comma 3, terzo periodo.

SEZIONE II
Abbreviazione, proroga e sospensione dei termini

Art.52
Termini e forme speciali di notificazione

1. I termini assegnati dal giudice, salva diversa previsione, sono perentori.
2. Il presidente puo' autorizzare la notificazione del ricorso o di provvedimenti anche direttamente dal difensore con qualunque mezzo idoneo, compresi quelli per via telematica o fax, ai sensi dell'articolo 151 del codice di procedura civile.
3. Se il giorno di scadenza e' festivo il termine fissato dalla legge o dal giudice per l'adempimento e' prorogato di diritto al primo giorno seguente non festivo.
4. Per i termini computati a ritroso, la scadenza e' anticipata al giorno antecedente non festivo.
5. La proroga di cui al comma 3 si applica anche ai termini che scadono nella giornata del sabato.

Art.53
Abbreviazione dei termini

1. Nei casi d'urgenza, il presidente del tribunale puo', su istanza di parte, abbreviare fino alla meta' i termini previsti dal presente codice per la fissazione di udienze o di camere di consiglio. Conseguentemente sono ridotti proporzionalmente i termini per le difese della relativa fase.
2. Il decreto di abbreviazione del termine, redatto in calce alla domanda, e' notificato, a cura della parte che lo ha richiesto, all'amministrazione intimata e ai controinteressati; il termine abbreviato comincia a decorrere dall'avvenuta notificazione del decreto.

Art.54
Deposito tardivo di memorie e documenti e sospensione dei termini

1. La presentazione tardiva di memorie o documenti, su richiesta di parte, puo' essere eccezionalmente autorizzata dal collegio, assicurando comunque il pieno rispetto del diritto delle controparti al contraddittorio su tali atti, quando la produzione nel termine di legge risulta estremamente difficile.
2. I termini processuali sono sospesi dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno.
3. La sospensione dei termini prevista dal comma 2 non si applica al procedimento cautelare.
 

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