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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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opposizione di terzo nel processo amministrativo

L'opposizione di terzo nel processo amministrativo è prevista e disciplinata dagli artt. 108 e 109 CPA e ricalca, quanto ad ambito applicativo e legittimazione sostanziale e processuale, i requisiti ed i presupposti dell'omologa impugnazione prevista dall'art. 404 cpc. L'opposizione di terzo c.d. ordinaria è quel rimedio impugnatorio che può esperire il terzo allorchè una sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pregiudichi i suoi diritti; l'opposizione di terzo straordinaria o revocatoria può invece essere esperita dall'avente causa o dal creditore di una delle due parti quando la sentenza sia il frutto della dolosa collusione tra le parti del processo. 

L'opposizione di terzo (ordinaria e straordinaria) è stata espressamente prevista e disciplinata normativamente solo con l'entrata in vigore del codice del processo in quanto in precedenza era stata la Corte Costituzionale che, con sentenza additiva, aveva provveduto, nel silenzio della legge, ad introdurre il rimedio dell'opposizione di terzo ordinaria nel processo amministrativo (sent 17 maggio 1995 n 177).

L'opposizione di terzo ordinaria nel processo amministrativo può essere proposta:

dal litisconsorte necessario pretermesso (controinteressati in senso sostanziale che non hanno potuto prendere parte al giudizio pur avendone titolo);

dal titolare di una situazione soggettiva autonoma ed incompatibile con quella accertata nella sentenza ( ad esempio i beneficiari di un provvedimento conseguente all'atto annullato).

Il pregiudizio che legittima all'opposizione può concernere diritti soggettivi o interessi legittimi.

L'opposizione è proposta davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza.

L'art. 109 del codice del processo amministrativo stabilisce altresì il principio della prevalenza dell'appello in caso di concorso con l'opposizione di terzo; in tale ultima ipotesi, infatti, il terzo dovrà far valere le proprie ragioni mediante intervento litisconsortile autonomo nel giudizio di appello. Il giudizio di opposizione sarà dichiarato improcedibile e, se l'opponente non vi ha già provveduto, gli sarà fissato un termine per l'intervento nel giudizio di appello.

 

Titolo IV
Opposizione di terzo

Art.108

Casi di opposizione di terzo


1. Un terzo, titolare di una posizione autonoma e incompatibile, puo' fare opposizione contro una sentenza del tribunale amministrativo regionale o del Consiglio di Stato pronunciata tra altri soggetti, ancorche' passata in giudicato, quando pregiudica i suoi diritti o interessi legittimi.
2. Gli aventi causa e i creditori di una delle parti possono fare opposizione alla sentenza, quando questa sia effetto di dolo o collusione a loro danno.

Art.109
Competenza

 
1. L'opposizione di terzo e' proposta davanti al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, salvo il caso di cui al comma 2.
2. Se e' proposto appello contro la sentenza di primo grado, il terzo deve introdurre la domanda di cui all'articolo 108 intervenendo nel giudizio di appello. Se l'opposizione di terzo e' gia' stata proposta al giudice di primo grado, questo la dichiara improcedibile e, se l'opponente non vi ha ancora provveduto, fissa un termine per l'intervento nel giudizio di appello, ai sensi del periodo precedente.



Arrt. 404 cpc
Casi di opposizione di terzo (1).


[I]. Un terzo può fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato [324] o comunque esecutiva [282, 3371, 4311, 5, 4471] pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti [344] (2).
[II]. Gli aventi causa e i creditori di una delle parti possono fare opposizione alla sentenza, quando è l'effetto di dolo o collusione a loro danno [344, 656; 2652n. 9, 2690n. 6 c.c.].
(1) La Corte cost., con sentenza 7 giugno 1984, n. 167, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di sfratto per finita locazione, emanata per la mancata comparizione dell'intimato o per la mancata opposizione dell'intimato pur comparso. Successivamente la Corte cost., con sentenza 22 ottobre 1985, n. 237 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di sfratto per morosità. Infine la Corte cost., con sentenza 20 dicembre 1988, n. 1105, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza con la quale il pretore dispone l'affrancazione del fondo ex art. 4 l. 22 luglio 1966, n. 607.
(2) La Corte cost., con sentenza 26 maggio 1995, n. 192, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione.





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