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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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la perenzione nel codice del processo amministrativo
La disciplina della perenzione annuale e quinquennale nel codice del processo amministrativo, nel rito ordinario e nel rito abbreviato, il termine di perenzione e la mancata decorrenza dopo l'istanza di fissazione dell'udienza
 
Il Titolo VI del codice del processo amministrativo disciplina la perenzione, la cuasa estintiva del giudizio amministrativo dovuta all'inattività delle parti.

Il fondamento della perenzione è quello di non lasciar soggiacere i rapporti giuridici di diritto pubblico a una pendenza processuale prolungata.

Il codice prevede che la perenzione del processo amministrativo si verifichi allorchè, nel corso di un anno, non sia compiuto alcun atto di procedura (al termine annuale va peraltro aggiunto il periodo feriale di quarantasei giorni per ciascun anno). La perenzione opera di diritto e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
 
Nell'ambito dei giudizi che soggiacciono all'abbreviazione dei termini, anche la perenzione ordinaria si compie con il decorso del termine dimezzato di sei mesi, maggiorato dell'eventuale periodo di sospensione feriale dei termini.
 
Il codice precisa che la perenzione non decorre una volta presentata l'istanza di fissazione dell'udienza e finchè il GA non abbia provveduto sull'istanza fissando l'udienza di discussione del ricorso.

Occorre, al riguardo, ricordare che l'istanza di fissazione dell'udienza può essere presentata da qualsiasi parte costituita del processo in quanto, in caso di perenzione, ciascuna parte deve farsi carico delle spese sostenute, sicchè, ove si intenda conseguire una statuizione favorevole sulle spese, si dovrà necessariamente presentare l'istanza di fissazione d'udienza.

Il codice ha, poi, confermato l'istituto della perenzione ultraquinquennale. Si tratta di una forma speciale di perenzione che è stata, per la prima volta, introdotta nel processo amministrativo, con termine però decennale, dall'art. 9, comma 2 della legge n 205 del 2000 (il periodo temporale fu poi ridotto ad un quinquennio, già prima dell'entrata in vigore del codice dall'art. 54 del D.L. n. 112 del 25 giugno 2008).

Questa forma speciale di perenzione opera dopo il decorso del termine di cinque anni e dopo la notifica alle parti costituite, da parte della segreteria del Tribunale, di un apposito avviso. Successivamente è fatto onere alle parti, al fine di impedire la perenzione, di presentare una nuova istanza di fissazione di udienza firmata congiuntamente dal difensore e dalla parte personalmente (sulla necessità della firma congiunta, si veda Consiglio di Stato, Sez V, 26 gennaio 2011, n 539).

Ove l'udienza sia fissata ad una data  che si collochi ad oltre un quinquennio dall'ultimo atto di procedura compiuto, il comma 1 dell'art. 57 della L. n. 69 del 18 giugno 2009 ha previsto che, onde impedire che sia dichiarata la perenzione del ricorso, almeno una parte costituita debba dichiarare in udienza a mezzo del difensore di avere interesse alla decisione.
 
 
Art.81
Perenzione

1. Il ricorso si considera perento se nel corso di un anno non sia compiuto alcun atto di procedura. Il termine non decorre dalla presentazione dell'istanza di cui all'articolo 71, comma 1, e finche' non si sia provveduto su di essa, salvo quanto previsto dall'articolo 82.

Art.82
Perenzione dei ricorsi ultraquinquennali


1. Dopo il decorso di cinque anni dalla data di deposito del ricorso, la segreteria comunica alle parti costituite apposito avviso in virtu' del quale e' fatto onere al ricorrente di presentare nuova istanza di fissazione di udienza, sottoscritta dalla parte che ha rilasciato la procura di cui all'articolo 24 e dal suo difensore, entro centottanta giorni dalla data di ricezione dell'avviso. In difetto di tale nuova istanza, il ricorso e' dichiarato perento.
2. Se, in assenza dell'avviso di cui al comma 1, e' comunicato alle parti l'avviso di fissazione dell'udienza di discussione nel merito, il ricorso e' deciso qualora il ricorrente dichiari, anche in udienza a mezzo del proprio difensore, di avere interesse alla decisione; altrimenti e' dichiarato perento dal presidente del collegio con decreto.

Art.83
Effetti della perenzione

1. La perenzione opera di diritto e puo' essere rilevata anche d'ufficio. Ciascuna delle parti sopporta le proprie spese nel giudizio.




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