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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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La CTU e la verificazione nel nuovo processo amministrativo
La CTU e la verificazione nel nuovo processo amministrativo, la scelta tra i due strumenti di prova, la discutibile scelta del CPA di accordare la preferenza alla verificazione e la disciplina che regola l'assuznione dei due mezzi di prova

Il nuovo codice del processo amministrativo disciplina la verificazione e la CTU, nel libro secondo, agli artt. 66 e 67 ; per entrambi tali strumenti probatori viene stabilita la riserva della competenza del Collegio di disporne l'espletamento.

Con riguardo alla verificazione, innovando rispetto alla previgente disciplina, è stata espressamente codificata la norma per cui il verificatore non fa più parte dell'amministrazione costituita in giudizio in quanto la verificazione deve essere affidata ad un organismo pubblico, estraneo alle parti del giudizio, munito di specifiche competenze tecniche (cfr. art. 19 cpa).

Molto criticata è stata l'apparente preferenza accordata allo strumento della verificazione rispetto alla CTU evidenziata dal fatto che, per espressa previsione dell'art. 67 cpa, il ricorso alla CTU debba avvenire solo se indispensabile.
E' stato sottolineato che, in realtà, tutti gli strumenti di prova dovrebbero essere disposti se indispensabili ai fini della decisione sicchè la locuzione utilizzata con riferimento alal CTU potrebbe considerarsi pleonastica così da ricodurre sui binari della parità verificazione e consulenza tecnica d'ufficio.

E' stato, altresì, sottolineato come la preferenza apparentemente accoradata alla verificazione rispetto alla CTU neppure risulterebbe giustificata dall'obiettivo del risparmio di spesa in quanto anche ai verificatori deve essere corrisposto un compenso e tale compenso va determinato sulla base delle tariffe stabilite dalle disposizioni in materia di spese di giustizia.
 
Con riferimento alle modalità di assunzione dei mezzi di prova il codice ha introdotto una disciplina dettagliata.

Per la verificazione, è previsto un meccanismo analogo a quello della CTU, con formulazione dei quesiti, deposito di una relazione conclusiva ed attribuzione del compenso spettante al verificatore, stabilito sulla base delle tariffe fissate dalle disposizioni in materia di spese di giustizzia ovvero, se inferiori, da quelle eventualmente stabilite per i servizi resi dall'organismo verificatore.
 
Per quel che riguarda la consulenza tecnica d'ufficio, il collegio, con l'ordinanza con cui dispone la consulenza, nomina il consulente, formula i quesiti e fissa il termine entro cui il consulente incaricato deve comparire dinanzi al GA all'uopo delegato per assumere l'incarico e prestare giuramento.
 
E' stabilito che sia lo stesso Collegio a disporre le modalità di svolgimento della CTU, pur potendo queste essere delegate al giudice relatore (entro il termine fissato per il giuramento del CTU debbono essere presentate eventuali istanze di ricusazione).
 
In linea con quanto già previsto dal codice di rito civile, il codice ha previsto un meccanismo di preventiva dialettica in merito alle risultanze della perizia. Il Consulente tecnico d'ufficio, infatti, deve trasmettere uno schema della relazione peritale alle parti, ovvero, se nominati, ai loro consulenti tecnici in modo da anticipare la fase delle osservazioni e della risposta dello stesso CTU alle osservazioni di parte, contenuta nella relazione finale.


Art.66
Verificazione

1. Il collegio, quando dispone la verificazione, con ordinanza individua l'organismo che deve provvedervi, formula i quesiti e fissa un termine per il suo compimento e per il deposito della relazione conclusiva. Il capo dell'organismo verificatore, o il suo delegato se il giudice ha autorizzato la delega, e' responsabile del compimento di tutte le operazioni.
2. L'ordinanza e' comunicata dalla segreteria all'organismo verificatore.
3. Con l'ordinanza di cui al comma 1 il collegio puo' disporre che venga corrisposto all'organismo verificatore, o al suo delegato, un anticipo sul compenso.
4. Terminata la verificazione, su istanza dell'organismo o del suo delegato, il presidente liquida con decreto il compenso complessivamente spettante al verificatore, ponendolo provvisoriamente a carico di una delle parti. Si applicano le tariffe stabilite dalle disposizioni in materia di spese di giustizia, ovvero, se inferiori, quelle eventualmente stabilite per i servizi resi dall'organismo verificatore. Con la sentenza che definisce il giudizio il Collegio regola definitivamente il relativo onere.

Art.67
Consulenza tecnica d'ufficio


1. Con l'ordinanza con cui dispone la consulenza tecnica d'ufficio, il collegio nomina il consulente, formula i quesiti e fissa il termine entro cui il consulente incaricato deve comparire dinanzi al magistrato a tal fine delegato per assumere l'incarico e prestare giuramento ai sensi del comma 4. L'ordinanza e' comunicata al consulente tecnico a cura della segreteria.
2. Le eventuali istanze di astensione e ricusazione del consulente sono proposte, a pena di decadenza, entro il termine di cui al comma 1 e sono decise dal presidente o dal magistrato delegato con decreto non impugnabile.
3. Il collegio, con la stessa ordinanza di cui al comma 1, assegna termini successivi, prorogabili ai sensi dell'articolo 154 del codice di procedura civile, per:
a) la corresponsione al consulente tecnico di un anticipo sul suo compenso;
b) l'eventuale nomina, con dichiarazione ricevuta dal segretario, di consulenti tecnici delle parti, i quali, oltre a poter assistere alle operazioni del consulente del giudice e a interloquire con questo, possono partecipare all'udienza e alla camera di consiglio ogni volta che e' presente il consulente del giudice per chiarire e svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le loro osservazioni sui risultati delle indagini tecniche;
c) la trasmissione, ad opera del consulente tecnico d'ufficio, di uno schema della propria relazione alle parti ovvero, se nominati, ai loro consulenti tecnici;
d) la trasmissione al consulente tecnico d'ufficio delle eventuali osservazioni e conclusioni dei consulenti tecnici di parte;
e) il deposito in segreteria della relazione finale, in cui il consulente tecnico d'ufficio da' altresi' conto delle osservazioni e delle conclusioni dei consulenti di parte e prende specificamente posizione su di esse.
4. Il giuramento del consulente e' reso davanti al magistrato a tal fine delegato, secondo le modalita' stabilite dall'articolo 193 del codice di procedura civile.
5. Il compenso complessivamente spettante al consulente d'ufficio e' liquidato, al termine delle operazioni, ai sensi dell'articolo 66, comma 4, primo e terzo periodo.

 




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