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il rito dell'accesso dopo il codice e il correttivo
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la giurisprudenza in materia di accesso



il diritto di accesso nella legge n 241 del 1990



il ricorso per l'accesso agli atti prima del codice del processo amministrativo


Il rito in materia di accesso ai documenti amministrativi è oggi desumibile dal combinato disposto degli artt. 116, 87 e 49 cpa.

L'art. 116 cpa stabilisce il termine entro il quale è proponibile il ricorso avverso il silenzio o il diniego espresso dalla PA avverso l'istanza ostensiva. Detto termine è quello di trenta giorni dalla comunicazione del diniego espresso o dalla formazione del silenzio diniego (questo, a sua volta, si forma nel termine di trenta giorni dalla presentazione dell'istanza).
 
L'art. 116 cpa prevede che il ricorso debba essere notificato ad almeno uno dei controinteressati dovendosi, in difetto, applicare l'art. 49 cpa che disciplina espressamente l'integrazione del contraddittorio.
 
Al riguardo non appare univoca l'interpretazione del rinvio all'art. 49 cpa; a fronte di una tesi secondo cui anche la mancata notifica del ricorso ad alcun controinteressato consentirebbe l'integrazione del contraddittorio da parte del GA si contrappone la tesi che vorrebbe, a pena di inammissibilità, la notifica del ricorso ad almeno un controinteressato (ed in tale unico caso consentirebbe la successiva integrazione del contraddittorio).
 
L'art. 116 cpa a seguito del decreto correttivo prevede il dimezzamento dei termini per la proposizione dei ricorsi incientali e dei motivi aggiunti. In tale prospettiva il rito dell'accesso si discosta parzialmente dal generale regime dei termini del rito camerale di cui all'art. 87 cpa, per il resto applicabile.
 
Più in particolare i termini relativi al rito dell'accesso sono i seguenti:
 
a) la camera di consiglio deve svolgersi alla prima udienza utile decorso il termine di sessanta giorni dalla notificazione del ricorso (trenta giorni dal termine - dimezzato - di trenta giorni per la costituzione); le parti possono produrre documenti fino a venti giorni prima della camera di consiglio, memorie fino a quindici giorni liberi prima e repliche fino a dieci giorni liberi prima (termini di cui all'art. 73 dimezzati).
 
Tra le peculiarità del rito, si ricorda anche la possibilità, nel giudizio di primo grado, della difesa personale della parte che richieda l'accesso e quella che le amministrazioni vengano rappresentate e difese da dipendenti anche privi della qualifica dirigenziale. In appello, tuttavia, la difesa personale è esclusa.

All'esito del giudizio il GA, laddove ritenga fondata l'istanza, ordina l'ostensione dei documenti richiesti e fissa un termine non superiore, di norma, a trenta giorni entro cui la P.A. deve provvedere dettando, ove occorra, le relative modalità.

I termini sono dimezzati anche in appllo, l'art. 116 cpa, 5° comma, stabilisce, infatti, che: "le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai giudizi di impugnazione".

Rito in materia di accesso ai documenti amministrativi
Art. 116

1. Contro le determinazioni e contro il silenzio sulle istanze di accesso ai documenti amministrativi il ricorso e' proposto entro trenta giorni dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio, mediante notificazione all'amministrazione e ad almeno un controinteressato. Si applica l'articolo 49. Il termine per la proposizione di ricorsi incidentali o motivi aggiunti e' di trenta giorni (1).
2. In pendenza di un giudizio cui la richiesta di accesso e' connessa, il ricorso di cui al comma 1 puo' essere proposto con istanza depositata presso la segreteria della sezione cui e' assegnato il ricorso principale, previa notificazione all'amministrazione e agli eventuali controinteressati. L'istanza e' decisa con ordinanza separatamente dal giudizio principale, ovvero con la sentenza che definisce il giudizio.
3. L'amministrazione puo' essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente a cio' autorizzato.
4. Il giudice decide con sentenza in forma semplificata; sussistendone i presupposti, ordina l'esibizione dei documenti richiesti, entro un termine non superiore, di norma, a trenta giorni, dettando, ove occorra, le relative modalita'.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai giudizi di impugnazione.
(1) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera ee), del D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.


Integrazione del contraddittorio
Art. 49
 
1. Quando il ricorso sia stato proposto solo contro taluno dei controinteressati, il presidente o il collegio ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri.
2. L'integrazione del contraddittorio non e' ordinata nel caso in cui il ricorso sia manifestamente irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondato; in tali casi il collegio provvede con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'articolo 74.
3. Il giudice, nell'ordinare l'integrazione del contraddittorio, fissa il relativo termine, indicando le parti cui il ricorso deve essere notificato. Puo' autorizzare, se ne ricorrono i presupposti, la notificazione per pubblici proclami prescrivendone le modalita'.
Se l'atto di integrazione del contraddittorio non e' tempestivamente notificato e depositato, il giudice provvede ai sensi dell'articolo 35.
4. I soggetti nei cui confronti e' integrato il contraddittorio ai sensi del comma 1 non sono pregiudicati dagli atti processuali anteriormente compiuti.


Udienze pubbliche e procedimenti in camera di consiglio
Art. 87

1. Le udienze sono pubbliche a pena di nullita', salvo quanto previsto dal comma 2, ma il presidente del collegio puo' disporre che si svolgano a porte chiuse, se ricorrono ragioni di sicurezza dello Stato, di ordine pubblico o di buon costume (1).
2. Oltre agli altri casi espressamente previsti, si trattano in camera di consiglio:
a) i giudizi cautelari e quelli relativi all'esecuzione delle misure cautelari collegiali;
b) il giudizio in materia di silenzio;
c) il giudizio in materia di accesso ai documenti amministrativi;
d) i giudizi di ottemperanza;
e) i giudizi in opposizione ai decreti che pronunciano l'estinzione o l'improcedibilita' del giudizio.
3. Nei giudizi di cui al comma 2, con esclusione dell'ipotesi di cui alla lettera a), e fatto salvo quanto disposto dall'articolo 116, comma 1, tutti i termini processuali sono dimezzati rispetto a quelli del processo ordinario, tranne, nei giudizi di primo grado, quelli per la notificazione del ricorso introduttivo, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti. La camera di consiglio e' fissata d'ufficio alla prima udienza utile successiva al trentesimo giorno decorrente dalla scadenza del termine di costituzione delle parti intimate. Nella camera di consiglio sono sentiti i difensori che ne fanno richiesta (2).
4. La trattazione in pubblica udienza non costituisce motivo di nullita' della decisione.
(1) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera s), numero 1), del D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.
(2) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera s), numero 2), del D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.




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