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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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il rito avverso il silenzio dopo il cpa
Il rito avverso il silenzio inadempimento dopo il codice del processo amministrativo ed il correttivo, l'impugnazione del provvedimento sopravvenuto e la domanda risarcitoria: i termini del rito avverso il silenzio amministrativo
 
 
L'art. 117 cpa ha disciplinato il rito avverso il silenzio non significativo della Pubblica Amministrazione, con il rinvio alle forme ed ai termini dei giudizi in camera di Consiglio.

Tra gli elementi più significativi del rito disciplinato dall'art. 117 CPA si segnalano i seguenti.

a) La possibilità di impugnare con motivi aggiunti ( da notificarsi nel termine di sessanta giorni e da depositare nel termine di quindici) il provvedimento sopravvenuto o atti connessi al provvedimento richiesto. A seguito della proposizione dei motivi aggiunti il rito si convertirà in quello ordinario o speciale previsto in relazione al sopravvenuto provvedimento impugnato.

b) La possibilità di promuovere congiuntamente l'azione avverso il silenzio e la domanda di risarcimento del danno. In questo caso il giudice potrà separare le due azioni e trattare con il rito ordinario l'azione risarcitoria e con quello camerale l'azione avverso il silenzio amministrativo. Si ritiene che l'azione risarcitoria possa essere promossa, nel corso del procedimento camerale avverso il silenzio amministrativo, anche mediante lo strumento dei motivi aggiunti. L'azione risarcitoria dovrà essere necessariamente proposta entro il termine di 120 giorni dalla scadenza del termine annuale decorrente, a sua volta, dalla scadenza del termine per provvedere.
 
c) La possibilità di ottenere la nomina, già nella fase della cognizione della domanda sul silenzio, di un commissario ad acta qualora la PA persista nel suo inadempimento decorso il termine fissato dal GA per provvedere sull'istanza.

d) La competenza a conoscere degli atti del commissario ad acta in capo al GA che abbia scrutinato la domanda principale (analogamente a quanto previsto nell'ambito del giudizio di ottemeperanza).

e) Sotto il profilo del rito, dalla complessiva disciplina del codice si ricava che:

1) il ricorso avverso il silenzio amministrativo deve essere promosso, senza previa diffida, entro il termine di un anno dalla formazione della scadenza del termine per provvedere (da determinarsi sulla base dei termini fissati dall'art. 2 della Legge n 241 del 1990 e delle eventuali norme regolamentari specifiche adottate dalle singole PA);

2) il ricorso va notificato alla PA destinataria dell'istanza di provvedimento e ad almeno uno dei controinteressati (ove esistenti);

3) il deposito del ricorso (e la costituzione in giudizio) va effettuato entro il termine di quindici giorni dal perfezionamento dell'ultima delle notificazioni;

4) la costituzione delle parti intimate deve effettuarsi entro il termine di 30 giorni dalla notificazione del ricorso;

5) la proposizione dei motivi aggiunti si effettua mediante atto da notificarsi nel termine di sessanta giorni dalla conoscenza del provvedimento sopravvenuto e successivo deposito dell'atto notificato entro 15 giorni;

6) possono essere depositati documenti fino a venti giorni liberi prima dell'udienza;

7) possono essere depositate memorie sino a quindici giorni liberi prima dell'udienza;

8) possono essere depositate repliche sino a dieci giorni liberi prima dell'udienza;

9) l'udienza viene fissata nella prima data utile decorso il termine di sessanta giorni dalla notifica del ricorso introduttivo.
 
Il correttivo al codice ha previsto che tale rito e tali termini si osservano anche in appello.
 
 
Ricorsi avverso il silenzio
Art. 117

1. Il ricorso avverso il silenzio e' proposto, anche senza previa diffida, con atto notificato all'amministrazione e ad almeno un controinteressato nel termine di cui all'articolo 31, comma 2.
2. Il ricorso e' deciso con sentenza in forma semplificata e in caso di totale o parziale accoglimento il giudice ordina all'amministrazione di provvedere entro un termine non superiore, di norma, a trenta giorni.
3. Il giudice nomina, ove occorra, un commissario ad acta con la sentenza con cui definisce il giudizio o successivamente su istanza della parte interessata.
4. Il giudice conosce di tutte le questioni relative all'esatta adozione del provvedimento richiesto, ivi comprese quelle inerenti agli atti del commissario.
5. Se nel corso del giudizio sopravviene il provvedimento espresso, o un atto connesso con l'oggetto della controversia, questo puo' essere impugnato anche con motivi aggiunti, nei termini e con il rito previsto per il nuovo provvedimento, e l'intero giudizio prosegue con tale rito.
6. Se l'azione di risarcimento del danno ai sensi dell'articolo 30, comma 4, e' proposta congiuntamente a quella di cui al presente articolo, il giudice puo' definire con il rito camerale l'azione avverso il silenzio e trattare con il rito ordinario la domanda risarcitoria.
6-bis. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 6, si applicano anche ai giudizi di impugnazione (1).
(1) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 1, lettera ff), del D.Lgs. 15 novembre 2011, n. 195.




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