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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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i termini del rito cautelare collegiale nel processo amministrativo
I nuovi termini del rito cautelare collegiale fissati dal codice del processo amministrativo, il doppio termine a tutela del diritto di difesa ed a presidio della parità delle parti e i termini minimi per il deposito di memorie a tutela della preventiva cognizione dei fatti  delle difese da parte del GA
 
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La principale novità introdotta dal codice del processo amministrativo sul rito cautelare ordinario, che è quello collegiale, deve individuarsi nella fissazione di termini volti a garantire la condizione di parità della parti (che poteva essere pregiudicata da termini eccessivamente ristretti) e la possibilità che il GA possa venga preventivamente messo a conoscenza dei fatti e delle tesi difensive.
 
Fino all'entrata in vigore del CPA, infatti, le istanze cautelari venivano trattate alla prima camera di consiglio utile dopo il decorso del termine di dieci giorni dalla notificazione del ricorso e le difese scritte potevano essere prodotte fino alla stessa camera di consiglio; ne conseguiva la possibilità che il GA dovesse esaminare nella stessa giornata della camera di consiglio memorie e documentazione prodotta dalle parti.

Inoltre, la data effettiva di svolgimento della camera di consiglio dipendeva anche dai tempi del deposito del ricorso essendo onere delle controparti verificare la data dell'avvenuto deposito e la conseguente fissazione della camera di consiglio.

Ora il codice prevede che la trattazione della domanda cautelare si svolga collegialmente nella prima camera di consiglio utile successiva al decorso del termine di venti giorni dall'ultima delle notificazioni e di dieci giorni dal deposito del ricorso. La previsione del termine di dieci giorni dal deposito del ricorso, quale termine minimo per la fissazione della camera di consiglio per la trattazione dell'istanza cautelare è volta ad ostacolare strategie volte a sfruttare l'effetto sorpresa (in precedenza, infatti, la parte ricorrente avrebbe potuto sfruttare l'unico termine di dieci giorni dalla notificazione del ricorso per depositare il ricorso medesimo a ridosso della camera di consiglio ed ottenere la trattazione della domanda cautelare senza un'adeguata preparazione difensiva delle parti resistenti).
 
Il criterio di individuazione della data della camera di consiglio per la trattazione della domanda cautelare è dunque automatico e le parti resistenti, all'atto della loro costituzuone possono individuare tale data sulla base della verifica della data di perfezionamento dell'ultima notificazione e della data di deposito del ricorso.
 
A seconda della data del deposito del ricorso con istanza cautelare, la camera di consiglio nella quale il collegio sarà chiamato a scrutinare tale istanza si svolgerà tra il ventesimo ed il quarantesimo giorno dalla notificazione del ricorso.
 
Se il ricorrente deposita immediatamente il ricorso, la camera di consiglio potrebbe essere fissata anche il 21° giorno mentre se il ricorrente deposita il ricorso alla scadenza del termine di trenta giorni, la camera di consiglio sarà fissata dopo il quarantesimo giorno dalla notificazione.

Il codice introduce inoltre un termine a ritroso per il deposito di memorie e documenti a garanzia della preventiva conoscenza dei fatti e delle difese da parte del Giudice Amministrativo; detto termine, in via ordinaria, è fino a due giorni liberi prima della camera di consiglio: trattandosi di termine a ritroso vi è ulteriore anticipazione in caso di scadenza nel giorno di domenica o in altro giorno festivo mentre non vi è ulteriore anticipazione in caso di scadenza il giorno di sabato.
 
Nel rito abbreviato, tutti i termini sono dimezzati: quindi la camera di consiglio può svolgersi dopo che siano decorsi dieci giorni dal perfezionamento dell'ultima notifica e cinque giorni dal deposito del ricorso, memorie e documenti possono essere depositati sino ad un giorno libero prima della camera di consiglio stessa.
 
Le parti possono costituirsi anche direttamente all'udienza in camera di consiglio fissata per la trattazione della domanda cautelare ma dovranno svolgere la difesa solo in forma orale potendo essere autorizzate solo per gravi ed eccezionali ragioni al deposito di documenti ma non di scritti difensivi.



1. Se il ricorrente, allegando di subire un pregiudizio grave e irreparabile durante il tempo necessario a giungere alla decisione sul ricorso, chiede l'emanazione di misure cautelari, compresa l'ingiunzione a pagare una somma in via provvisoria, che appaiono, secondo le circostanze, piu' idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso, il collegio si pronuncia con ordinanza emessa in camera di consiglio.
2. Qualora dalla decisione sulla domanda cautelare derivino effetti irreversibili, il collegio puo' disporre la prestazione di una cauzione, anche mediante fideiussione, cui subordinare la concessione o il diniego della misura cautelare. La concessione o il diniego della misura cautelare non puo' essere subordinata a cauzione quando la domanda cautelare attenga a diritti fondamentali della persona o ad altri beni di primario rilievo costituzionale. Il provvedimento che impone la cauzione ne indica l'oggetto, il modo di prestarla e il termine entro cui la prestazione va eseguita.
3. La domanda cautelare puo' essere proposta con il ricorso di merito o con distinto ricorso notificato alle altre parti.
4. La domanda cautelare e' improcedibile finche' non e' presentata l'istanza di fissazione dell'udienza di merito, salvo che essa debba essere fissata d'ufficio.
5. Sulla domanda cautelare il collegio pronuncia nella prima camera di consiglio successiva al ventesimo giorno dal perfezionamento, anche per il destinatario, dell'ultima notificazione e, altresi', al decimo giorno dal deposito del ricorso. Le parti possono depositare memorie e documenti fino a due giorni liberi prima della camera di consiglio.
6. Ai fini del giudizio cautelare, se la notificazione e' effettuata a mezzo del servizio postale, il ricorrente, se non e' ancora in possesso dell'avviso di ricevimento, puo' provare la data di perfezionamento della notificazione producendo copia dell'attestazione di consegna del servizio di monitoraggio della corrispondenza nel sito internet delle poste. E' fatta salva la prova contraria.
7. Nella camera di consiglio le parti possono costituirsi e i difensori sono sentiti ove ne facciano richiesta. La trattazione si svolge oralmente e in modo sintetico.
8. Il collegio, per gravi ed eccezionali ragioni, puo' autorizzare la produzione in camera di consiglio di documenti, con consegna di copia alle altre parti fino all'inizio di discussione.
9. L'ordinanza cautelare motiva in ordine alla valutazione del pregiudizio allegato e indica i profili che, ad un sommario esame, inducono ad una ragionevole previsione sull'esito del ricorso.
10. Il tribunale amministrativo regionale, in sede cautelare, se ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data di discussione del ricorso nel merito. Nello stesso senso puo' provvedere il Consiglio di Stato, motivando sulle ragioni per cui ritiene di riformare l'ordinanza cautelare di primo grado; in tal caso, la pronuncia di appello e' trasmessa al tribunale amministrativo regionale per la sollecita fissazione dell'udienza di merito.
11. L'ordinanza con cui e' disposta una misura cautelare fissa la data di discussione del ricorso nel merito. In caso di mancata fissazione dell'udienza, il Consiglio di Stato, se conferma in appello la misura cautelare, dispone che il tribunale amministrativo regionale provveda alla fissazione della stessa con priorita'. A tal fine l'ordinanza e' trasmessa a cura della segreteria al primo giudice.
12. In sede di esame della domanda cautelare il collegio adotta, su istanza di parte, i provvedimenti necessari per assicurare la completezza dell'istruttoria e l'integrita' del contraddittorio.
13. Il giudice adito puo' disporre misure cautelari solo se ritiene sussistente la propria competenza ai sensi degli articoli 13 e 14; altrimenti provvede ai sensi dell'articolo 15, commi 5 e 6.




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