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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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Il giudizio cautelare davanti al TAR dalla sospensiva alle misure atipiche
Nell'originaria previsione dell'art. 21 della Legge TAR, il giudizio cautelare dinanzi al GA poteva sfociare unicamente in una misura di sospensione del provvedimento impugnato. Il primo comma dell'art. 3 della legge n. 205 del 2000, nel sostituire il comma 7 della L. n. 1034 del 1971 ha dilatato l'alveo delle misure cautelari concedibili optando per l'atipicità delle medesime, acciocchè il Giudice Amministrativo possa concedere la misura che, secondo le circostanze, si dimostri la più idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione nel merito. I presupposti per la concessione della misura cautelare sono, così come nel codice di procedura civil, il periculum in mora e, cioè, il pregiudizio grave ed irreparabile conseguente dall'esecuzione del provvedimento impugnato o dall'inerzia dell'amministrazione sull'istanza del privato e il fumus boni iuris e, cioè, l'apparente fondatezza giuridica del ricorso ad un sommario esame. Al riguardo, l'art. 3 della L. n. 205 del 2000 stabilisce che l'ordinanza cautelare motiva in ordine al pregiudizio allegato indicando i profili che, ad un sommario esame, inducono ad una ragionevole previsione sull'esito del ricorso.
Con specifico riferimento al procedimento del giudizio cautelare davanti al G.A., l'istanza può essere promossa congiuntamente al ricorso o separatamente da esso e deve essere notificata sia all'amministrazione, sia agli eventuali controinteressati o ad almeno alcuno di essi.
Salvo che l'istanza cautelare attenga alla tutela di interessi fondamentali della persona quali il diritto alla salute o il diritto all'ambiente o di altri interessi di rilievo costituzionale, ove la concessione della misura cautelare richiesta possa determinare effetti irreversibili, il G.A. può subordinarne la concessione alla prestazione di una cauzione.
Il giudizio cautelare dinanzi al GA può, peraltro, anche sfociare in una decisione nel merito qualora il Giudice accerti la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria e la sussistenza dei relativi presupposti.
Tra le ulteriori rilevanti novità introdotte dalla l. n. 205 del 2000 in merito al giudizio cautelare dinanzi al GA sono:
la possibilità di appellare la relativa ordinanza dinanzi al Consiglio di Stato nel termine di sessanta giorni dalla notifica o di 120 giorni dalla comunicazione di deposito in cancelleria;
la possibilità di promuovere il giudizio d'ottemperanza con riferimento alle misure cautelari concesse ed eventualmente non eseguite;
la possibilità, per il Presidente del Tribunale o della Sezione cui il ricorso è assegnato, di provvedere, in caso di estrema necessità ed urgenza, con misure cautelari provvisorie, inaudita altera parte. Il decreto è efficace fino alla pronuncia del Collegio sull'istanza cautelare. Tale potere è esteso al Consiglio di Stato in caso di appello di ordinanza cautelare ed in caso di domanda di sospensione della sentenza appellata.




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