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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
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comunicazione avvio procedimento
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comunicazione avvio procedimento
Pagina 2
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La comunicazione di avvio del procedimento è prevista e disciplinata in via generale dall'art. 7 della L. n. 241 del 1990 che, a seguito delle modifiche di cui alla Legge n 15 del 2005, prevede l'obbligo di detta comunicazione anche con riferimento ai procedimenti che si aprono su istanza di parte contrariamente ad un orientamento che si era andato consolidando nella giurisprudenza amministrativa.
 
La comunicazione di avvio del procedimento deve contenere informazioni volte ad agevolare la trasparenza dell'attività amministrativa e la collaborazione del destinatario della comunicazione; così, tra l'altro, la comunicazione deve contenere:
 
l'amministrazione competente;
 
l'oggetto del procedimento;
 
l'indicazione dell'ufficio competente ed il nominativo del responsabile del procedimento;
 
la data di avvio del procedimento ad istanza di parte;
 
l'ufficio ove reperire i documenti inerenti il procedimento;
 
la data entro la quale deve concludersi il procedimento e i rimedi esperibili avverso il silenzio della PA.
 
La comunicazione di avvio del procedimento deve essere inviata ai destinatari del provvedimento finale, agli interventori necessari ed ai controinteressati che siano facilmente individuabili.
 
La legge individua casi in cui deve escludersi l'obbligo dell'avviso di avvio del procedimento; si tratta dei procedimenti connotati dal requisito dell'urgenza, dei procedimenti volti all'adozione di provvedimenti di natura cautelare, dei procedimenti relativi a atti normativi, di programmazione e pianificazione, dei procedimenti aventi natura tributaria e dei procedimenti riservati o segreti.
 
Ulteriore ipotesi individuata dalla giurisprudenza nella quale è possibile omettere la comunicazione di avvio del procedimento è quella dei provvedimenti vincolati ove si tratti di provvedimenti doverosi, relativamente ai quali i presupposti di fatto risultino non contestati e su cui non risulti controversa la base normativa di riferimento.
 
L'omessa comunicazione di avvio del procedimento non sempre dà luogo all'illegittimità del provvedimento amministrativo; in particolare detta patologia deve escludersi qualora sia fornita la prova o, comunque, risulti che il contenuto dispostivo del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso (cfr l'art. 21 octies L n 241 del 1990). Al riguardo, però, l'onere di provare che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso, in caso di provvedimento connotato da discrezionalità, grava sulla PA procedente.
 
L'incompleta comunicazione di avvio del procedimento, di norma, dà luogo a mera irregolarità del provvedimento e ciò già sulla base della giurisprudenza formatasi prima delle modifiche sul regime della patologia introdotte della L. n. 15 del 2005. Così, ad esempio, per l'omessa comunicazione dell'unità organizzativa o del responsabile del procedimento, non però per l'omessa comunicazione dell'oggetto del procedimento.
 
Abbiamo, qui di seguito, raccolto la giurisprudenza amministrativa più recente su questioni relative alla comunicazione di avvio del procedimento, al suo campo d'applicazione ed alle conseguenze di un'omessa o incompleta comunicazione

omessa comunicazione avvio procedimento - applicazione anche ai procedimenti già definiti alla data di entrata in vigore della L. n. 15 del 2005 della norma di cui all'art. 21 octies L. n. 241 del 1990

Autorità:  Consiglio Stato  sez. V
Data:  02 febbraio 2010
Numero:  n. 431

Ai sensi dell'art. 21 octies , l. 7 agosto 1990, n. 241, aggiunto dall'art. 14, l. 11 febbraio 2005 n. 15, il provvedimento amministrativo non è annullabile per mancata  comunicazione  dell'  avvio  del  procedimento qualora l'Amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato; trattasi di norma processuale applicabile anche ai procedimenti in corso o già definiti alla data di entrata in vigore della cit. l. n. 15 del 2005 avendo il legislatore inteso fare prevalere gli aspetti sostanziali su quelli formali nelle ipotesi in cui le garanzie procedimentali non produrrebbero comunque alcun vantaggio a causa della mancanza di un potere concreto di scelta da parte dell'Amministrazione.
 

 

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