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Il giudizio abbreviato ed i termini dimezzati di cui all'art. 23 bis

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L'art. 23 bis della L. n. 1034 del 1971 disciplina uno speciale procedimento abbreviato dinanzi al TAR relativamente a giudizi aventi, per oggetto, provvedimenti concernenti materie specifiche e, cioè:

l'affidamento di incarichi di progettazione e di attività tecnico amministrative ad esse connesse,

l'affidamento ed esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità e le procedure di occupazione ed espropriazione,

l'affidamento, aggiudicazione ed esecuzione di servizi pubblici e forniture,

la privatizzazione e la dismissione di imprese e beni pubblici

la costituzione, modificazione e soppressione di società, aziende istituzioni degli enti territoriali,

nonchè provvedimenti delle autorità amministrative indipendenti,

i provvedimenti di nomina ai sensi della Legge n. 400 del 23 agosto 1988 e quelli di scioglimento degli enti locali.

Dispone l'art. 23 bis che, con riferimento alle suelencate materie, i termini sono dimezzati tranne quello per la proposizione del ricorso.

Ove il ricorso contenga una domanda cautelare e la stessa appaia fondata e sussista un pericolo di pregiudizio grave ed irreparabile il TAR, con ordinanza, fissa l'udienza di merito alla prima data utile successiva al termine di trenta giorni dal deposito dell'ordinanza, disponendo immediatamente, nei casi più gravi, misure cautelari.

L'art. 23 bis fa, peraltro, salvo l'art. 26 sicchè, in caso di manifesta fondatezza o infondatezza, manifesta inammissibilità, irricevibilità, inammissibilità e improcedibilità del ricorso, il giudice decide con sentenza succintamente motivata.

Entro il termine di quindici giorni dalla data di deposito dell'ordinanza le parti possono depositare documenti, entro il successivo termine di dieci giorni possono depositare memorie.

Il dispositivo della sentenza è pubblicato entro sette giorni dall'udienza ed è proponibile appello immediato avverso il dispositivo sfavorevole con riserva dei motivi ai fini della proposizione dell'istanza di sospensione al Consiglio di Stato.

Con riferimento all'appello, esso è proponibile entro il termine di trenta giorni dalla notificazione della sentenza o entro quello di centoventi giorni dal suo deposito.

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Art. 23-bis.

1. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa aventi ad oggetto:
a) i provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione e di attività tecnico-amministrative ad esse connesse;
b) i provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità, ivi compresi i bandi di gara e gli atti di esclusione dei concorrenti, nonché quelli relativi alle procedure di occupazione e di espropriazione delle aree destinate alle predette opere;
c) i provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione di servizi pubblici e forniture, ivi compresi i bandi di gara e gli atti di esclusione dei concorrenti;
d) i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti;
e) i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione o di dismissione di imprese o beni pubblici, nonché quelli relativi alla costituzione, modificazione o soppressione di società, aziende e istituzioni ai sensi dell'articolo 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142;
f) i provvedimenti di nomina, adottati previa delibera del Consiglio dei ministri ai sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400;
g) i provvedimenti di scioglimento degli enti locali e quelli connessi concernenti la formazione e il funzionamento degli organi.
2. I termini processuali previsti sono ridotti alla metà, salvo quelli per la proposizione del ricorso.
3. Salva l'applicazione dell'articolo 26, quarto comma, il tribunale amministrativo regionale chiamato a pronunciarsi sulla domanda cautelare, accertata la completezza del contraddittorio ovvero disposta l'integrazione dello stesso ai sensi dell'articolo 21, se ritiene ad un primo esame che il ricorso evidenzi l'illegittimità dell'atto impugnato e la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile, fissa con ordinanza la data di discussione nel merito alla prima udienza successiva al termine di trenta giorni dalla data di deposito dell'ordinanza. In caso di rigetto dell'istanza cautelare da parte del tribunale amministrativo regionale, ove il Consiglio di Stato riformi l'ordinanza di primo grado, la pronunzia di appello è trasmessa al tribunale amministrativo regionale per la fissazione dell'udienza di merito. In tale ipotesi, il termine di trenta giorni decorre dalla data di ricevimento dell'ordinanza da parte della segreteria del tribunale amministrativo regionale che ne dà avviso alle parti.
4. Nel giudizio cautelare di cui al comma 3 le parti possono depositare documenti entro il termine di quindici giorni dal deposito o dal ricevimento delle ordinanze di cui al medesimo comma e possono depositare memorie entro i successivi dieci giorni.
5. Con le ordinanze di cui al comma 3, in caso di estrema gravità ed urgenza, il tribunale amministrativo regionale o il Consiglio di Stato possono disporre le opportune misure cautelari, enunciando i profili che, ad un sommario esame, inducono a una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso.
6. Nei giudizi di cui al comma 1, il dispositivo della sentenza è pubblicato entro sette giorni dalla data dell'udienza, mediante deposito in segreteria.
7. Il termine per la proposizione dell'appello avverso la sentenza del tribunale amministrativo regionale pronunciata nei giudizi di cui al comma 1 è di trenta giorni dalla notificazione e di centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza. La parte può, al fine di ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza, proporre appello nel termine di trenta giorni dalla pubblicazione del dispositivo, con riserva dei motivi, da proporre entro trenta giorni dalla notificazione ed entro centoventi giorni dalla comunicazione della pubblicazione della sentenza.
8. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche davanti al Consiglio di Stato, in caso di domanda di sospensione della sentenza appellata (1) (2).

(1) Articolo aggiunto dall'articolo 4 della legge 21 luglio 2000, n. 205.
(2) Vedi inoltre l'articolo 13 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, come modificato dall'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.





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