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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
Galli - Caringella - Casetta - Giovagnoli - Garofoli
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Art 2 d lgs n 165 del 2001
L'articolo 2 del decreto legislativo n 165 del 2001, i c.d. atti di macro organizzazione sottratti alla cognizione del GO, il ruolo e le attribuzioni della contrattazione collettiva nazionale ed integrativa
 
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Fonti (1)
Art. 2 d.lgs. n. 165 del 2001
 
(Art. 2, commi da 1 a 3 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti prima dall'art. 2 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall'art. 2 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fondamentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi; determinano le dotazioni organiche complessive. Esse ispirano la loro organizzazione ai seguenti criteri:
a) funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità. A tal fine, periodicamente e comunque all'atto della definizione dei programmi operativi e dell'assegnazione delle risorse, si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione;
b) ampia flessibilità, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali da assumersi ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
c) collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna, ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici;
d) garanzia dell'imparzialità e della trasparenza dell'azione amministrativa, anche attraverso l'istituzione di apposite strutture per l'informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso;
e) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell'utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell'Unione europea.
1-bis. I criteri di organizzazione di cui al presente articolo sono attuati nel rispetto della disciplina in materia di trattamento dei dati personali (2).
2. I rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente decreto, che costituiscono disposizioni a carattere imperativo. Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata, non sono ulteriormente applicabili, solo qualora ciò sia espressamente previsto dalla legge (3).
3. I rapporti individuali di lavoro di cui al comma 2 sono regolati contrattualmente. I contratti collettivi sono stipulati secondo i criteri e le modalità previste nel titolo III del presente decreto; i contratti individuali devono conformarsi ai principi di cui all'articolo 45, comma 2. L'attribuzione di trattamenti economici può avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi e salvo i casi previsti dal comma 3-ter e 3-quater dell'articolo 40 e le ipotesi di tutela delle retribuzioni di cui all'articolo 47-bis, o, alle condizioni previste, mediante contratti individuali. Le disposizioni di legge, regolamenti o atti amministrativi che attribuiscono incrementi retributivi non previsti da contratti cessano di avere efficacia a far data dall'entrata in vigore dal relativo rinnovo contrattuale. I trattamenti economici più favorevoli in godimento sono riassorbiti con le modalità e nelle misure previste dai contratti collettivi e i risparmi di spesa che ne conseguono incrementano le risorse disponibili per la contrattazione collettiva (4).
3-bis. Nel caso di nullita' delle disposizioni contrattuali per violazione di norme imperative o dei limiti fissati alla contrattazione collettiva, si applicano gli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile (5).
(1) Per gli indirizzi realtivi all'applicazione del presente articolo vedi Dir.P.C.M. 1 marzo 2002.
(2) Comma inserito dall'articolo 176, comma 2, del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2004, come disposto dall'articolo 186, comma 1, del medesimo D.Lgs. 196/2003.
(3) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1, della Legge 4 marzo 2009, n. 15 e dall'articolo 33, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150. Ai sensi di quanto disposto dal comma 2 del medesimo articolo 1, il secondo periodo del presente comma si applica alle disposizioni emanate o adottate successivamente alla data di entrata in vigore della Legge 4 marzo 2009, n. 15.
(4) Comma modificato dall'articolo 33, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150.
(5) Comma inserito dall'articolo 33, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150.
 


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T.A.R.  Torino  Piemonte  sez. II 27 settembre 2012 n. 1007


Il pubblico dipendente può impugnare dinnanzi al g.a. gli atti di macro-organizzazione, con i quali l'amministrazione pubblica stabilisce le linee portanti della propria struttura interna (ai sensi dell'art. 2, comma 1, d.lg. n. 165 del 2001, i quali assumono natura provvedimentale); tuttavia ciò è possibile solo allorché tali provvedimenti non costituiscano il presupposto di un atto di gestione del rapporto di lavoro, che in quanto tale va ad incidere direttamente sugli interessi connessi alla posizione lavorativa del dipendente. In caso contrario, deve trovare invece applicazione la disposizione di cui all'art. 63 d.lg. n. 165 del 2001, che devolve al g.o. tutte le controversie in materia di rapporti di pubblico impiego, se del caso mediante l'impiego del potere di disapplicazione dell'atto organizzativo presupposto.


Consiglio di Stato  sez. V 16 gennaio 2012 n. 138


Spettano alla giurisdizione del g.a. le controversie direttamente concernenti proprio le linee fondamentali di organizzazione degli uffici ed i modi di conferimento della loro titolarità, come stabiliti dalle amministrazioni ai sensi dell'art. 2, t.u. 30 marzo 2001 n. 165, a monte dell'organizzazione e gestione dei singoli rapporti di lavoro, laddove rientrano nella giurisdizione devoluta al g.o. i giudizi direttamente concernenti atti di gestione del rapporto di impiego pubblico, anche dirigenziale.

Consiglio di Stato  sez. V 20 dicembre 2011 n. 6705


Ai fini del riparto di giurisdizione nelle controversie in materia di pubblico impiego si deve distinguere tra i c.d. atti di macro-organizzazione, assoggettati a principi e regole pubblicistiche e atti di micro-organizzazione, con cui si dispone l'organizzazione dei singoli uffici, regolati dalla disciplina privatistica (art. 2 e 5, d.lg. n. 165/2001). Gli atti che si collocano al di sotto della soglia di configurazione strutturale degli uffici pubblici e che riguardano il funzionamento degli apparati sono espressione della capacità di diritto privato e, correlativamente, i poteri di gestione del personale rispondono nel lavoro pubblico, come in quello privato, ad uno schema normativamente unificato, che non è quello del potere pubblico ma quello dei poteri privati.


T.A.R.  Catanzaro  Calabria  sez. II 13 gennaio 2011 n. 42


In materia di graduatorie permanenti del personale della scuola e con riferimento alle controversie promosse per l'accertamento del diritto al collocamento in graduatoria, la giurisdizione spetta al g.o., venendo in questione atti che restano compresi tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato (art. 5 comma 2, d.lg. n. 165 del 2001), di fronte ai quali sono configurabili solo diritti soggettivi, avendo la pretesa ad oggetto la conformità a legge degli atti di gestione della graduatoria utile per l'eventuale assunzione, e non potendo configurarsi né l'inerenza a procedure concorsuali, causa l'assenza di un bando, di una procedura di valutazione e, soprattutto, di un atto di approvazione finale che individui i vincitori - trattandosi piuttosto dell'inserimento di coloro che sono in possesso di determinati requisiti (anche derivanti da partecipazione a concorsi) in una graduatoria preordinata al conferimento di posti che si rendano disponibili - né altre categorie di attività autoritativa (art. 2 comma 1, stesso d.lg.). 
 
 




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