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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
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art 14 d lgs n 165 del 2001
Articolo 14 del decreto legislativo n 165 del 2001, l'indirizzo politico amministrativo
 
D Lgs n 165 del 2001
Articolo 14
Indirizzo politico-amministrativo

(Art. 14 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 8 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall'art. 9 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all'articolo 4, comma 1. A tal fine periodicamente, e comunque ogni anno entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all'articolo 16:
a) definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l'attività amministrativa e per la gestione;
b) effettua, ai fini dell'adempimento dei compiti definiti ai sensi della lettera a), l'assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità delle rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), del presente decreto, ivi comprese quelle di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni ed integrazioni, ad esclusione delle risorse necessarie per il funzionamento degli uffici di cui al comma 2; provvede alle variazioni delle assegnazioni con le modalità previste dal medesimo decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo altresì conto dei procedimenti e subprocedimenti attribuiti ed adotta gli altri provvedimenti ivi previsti.
2. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il Ministro si avvale di uffici di diretta collaborazione, aventi esclusive competenze di supporto e di raccordo con l'amministrazione, istituiti e disciplinati con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400. A tali uffici sono assegnati, nei limiti stabiliti dallo stesso regolamento: dipendenti pubblici anche in posizione di aspettativa, fuori ruolo o comando; collaboratori assunti con contratti a tempo determinato disciplinati dalle norme di diritto privato; esperti e consulenti per particolari professionalità e specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. All'atto del giuramento del Ministro, tutte le assegnazioni di personale, ivi compresi gli incarichi anche di livello dirigenziale e le consulenze e i contratti, anche a termine, conferiti nell'ambito degli uffici di cui al presente comma, decadono automaticamente ove non confermati entro trenta giorni dal giuramento del nuovo Ministro. Per i dipendenti pubblici si applica la disposizione di cui all'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Con lo stesso regolamento si provvede al riordino delle segreterie particolari dei Sottosegretari di Stato. Con decreto adottato dall'autorità di governo competente, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, è determinato, in attuazione dell'articolo 12, comma 1, lettera n) della legge 15 marzo 1997, n. 59, senza aggravi di spesa e, per il personale disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro, fino ad una specifica disciplina contrattuale, il trattamento economico accessorio, da corrispondere mensilmente, a fronte delle responsabilità, degli obblighi di reperibilità e di disponibilità ad orari disagevoli, ai dipendenti assegnati agli uffici dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato. Tale trattamento, consistente in un unico emolumento, è sostitutivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale. Con effetto dall'entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma sono abrogate le norme del regio decreto legge 10 luglio 1924, n. 1100, e successive modificazioni ed integrazioni, ed ogni altra norma riguardante la costituzione e la disciplina dei gabinetti dei Ministri e delle segreterie particolari dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato (1) (2) (3).
3. Il Ministro non può revocare, riformare, riservare o avocare a sé o altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo il Ministro può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti o i provvedimenti. Qualora l'inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza delle direttive generali da parte del dirigente competente, che determinino pregiudizio per l'interesse pubblico, il Ministro può nominare, salvi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento. Resta salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, lett. p) della legge 23 agosto 1988, n. 400. Resta altresì salvo quanto previsto dall'articolo 6 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, e dall'articolo 10 del relativo regolamento emanato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. Resta salvo il potere di annullamento ministeriale per motivi di legittimità.
(1) Comma modificato dall'articolo 1, comma 24-bis, del D.L. 18 maggio 2006, n. 181, con la decorrenza indicata dal comma 24-ter del medesimo articolo 1. A norma dell' articolo 9, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010 , n. 78, le indennita' corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri di cui al oresente comma, sono ridotte del 10 per cento .
(2) L'articolo 31, comma 2, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 ha disposto che il personale addetto agli uffici preposti all'attività di valutazione e controllo strategico non può superare il numero massimo di unità pari al 10 per cento di quello complessivamente assegnato agli uffici di diretta collaborazione degli organi di indirizzo politico.
(3) Per il regolamento di organizzazione degli uffici di cui al presente comma vedi:
D.P.R. 22 settembre 2000, n. 451, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, successivamente abrogato e sostituito dal D.P.R. 3 luglio 2003, n. 227, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'economia e delle finanze.
D.P.R. 6 marzo 2001, n. 216, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro della sanità successivamente abrogato e sostituito dal D.P.R. 12 giugno 2003, n. 208, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro della salute.
D.P.R. 6 marzo 2001, n. 230, relativo agli uffici di diretta collaborazione dei Ministri.
D.P.R. 6 marzo 2001, n. 243, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dei lavori pubblici.
D.P.R. 6 marzo 2001, n. 245, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'ambiente, successivamente ridefinito Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, come modificato dal D.P.R. 15 febbraio 2006, n. 183.
D.P.R. 24 aprile 2001, n. 225, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dei trasporti e della navigazione.
D.P.R. 24 aprile 2001, n. 320, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
D.P.R. 3 maggio 2001, n. 291, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro del commercio con l'estero.
D.P.R. 14 maggio 2001, n. 258, relativo agli uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro delle comunicazioni.
D.P.R. 14 maggio 2001, n. 303, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro delle politiche agricole e forestali.
D.P.R. 17 maggio 2001, n. 297, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro del lavoro.
D.P.R. 24 maggio 2001, n. 233, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro degli affari esteri.
D.P.R. 6 luglio 2001, n. 307, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali.
D.P.R. 25 luglio 2001, n. 315, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro della giustizia.
D.P.R. 7 settembre 2001, n. 398, relativo agli uffici centrali di livello dirigenziale generale del Ministero dell'interno.
D.P.R. 21 marzo 2002, n. 98, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'interno.
D.P.R. 26 marzo 2002, n. 128, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
D.P.R. 14 ottobre 2003 n. 316, relativo agli uffici di diretta collaborazione del vice Ministro delle attività produttive.
D.P.R. 24 febbraio 2006, n.162, relativo agli uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa.


Tribunale  Roma  sez. lav. 14/11/2011

È inammissibile la domanda di attuazione coattiva della pronuncia cautelare di illegittimità della revoca di un incarico di capo dipartimento della Presidenza del consiglio dei ministri, anche mediante ufficiale giudiziario o nomina di un commissario ad acta, in quanto la componente fondamentale dell'attività del dirigente apicale è integrata da aspetti operativi (indirizzi, direttive ed obiettivi) che implicano un rapporto collaborativo diretto con l'organo di governo; di conseguenza, non appare possibile adottare in sede giudiziale misure concre tamente idonee a tutelare, senza la collaborazione dell'organo di governo, l'interesse presidiato dal diritto riconosciuto.


Consiglio di Stato    sez. IV 02/08/2011 n 4586

La delega delle funzioni ministeriali al Sottosegretario di Stato deve considerarsi ordinariamente ammessa, salvi i soli casi di espresso divieto, atteso che la figura del Sottosegretario è prevista dagli artt. 17 comma 4-bis lett. a), l. 23 agosto 1988, n. 400, 7, d.lg. 30 luglio 1999 n. 300 e 14 comma 2, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165 come coadiutore del Ministro, sicché chi a tale funzione è stato preposto ben può legittimamente sottoscrivere i decreti per i quali ha ricevuto la delega.

Corte Costituzionale 28/10/2010 n 304


Gli uffici di diretta collaborazione del Ministro svolgono un'attività strumentale a quella esercitata dall'organo politico, consistente nel supporto delle funzioni di governo e nel raccordo tra queste e le funzioni amministrative, di competenza dei dirigenti: dunque, si collocano in un contesto diverso da quello proprio degli organi burocratici. In ragione di ciò, non è costituzionalmente illegittima la disposizione dell'art. 14, comma 2, d.lg. n. 165 del 2001, secondo cui: "All'atto del giuramento del nuovo Ministro, tutte le assegnazioni di personale, ivi compresi gli incarichi anche di livello dirigenziale e le consulenze e i contratti, anche a termine", conferiti nell'ambito di detti uffici, "decadono automaticamente ove non confermati entro trenta giorni dal giuramento del nuovo Ministro" (comma così modificato dall'art. 1 comma 24 bis d.l. 18 maggio 2006 n. 181, conv. dalla l. 17 luglio 2006 n. 233).


Corte Conti    sez. contr. 05/02/2010 n 1


Va dichiarata l'assoggettabilità a controllo preventivo di legittimità dei provvedimenti e dei contratti concernenti il conferimento di un incarico di collaborazione coordinata e continuativa di ausilio nell'ambito degli uffici di diretta collaborazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la cui adozione, stipula e sottoscrizione è prevista dal combinato disposto di cui agli art. 14 comma 2 d.lg. n. 165 del 2001 e art. 5 comma 1 d.P.R. n. 212 del 2008; la fattispecie in questione non evidenzia alcun elemento di differenziazione tipologica e funzionale rispetto agli incarichi di natura occasionale o coordinata e continuativa previsti dall'art. 7 comma 6 d.lg. n. 165 del 2001, il quale, costituendo un ampio "genus" al quale sono riconducibili tutte le ipotesi normative specifiche dei vari settori della p.a., si pone con carattere di generalità per tutte le amministrazioni pubbliche.


Corte Conti reg.   (Lazio)  sez. giurisd. 28/11/2005 n 2644

È illecito l' affidamento a società di consulenza della redazione della direttiva annuale del ministro, che costituisce il principale atto di programmazione e di definizione dell'indirizzo politico-amministrativo ex art. 14 comma 1, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165, trattandosi di funzione precipua e non delegabile del ministro.




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