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MANUALI E COMPENDI DIRITTO AMMINISTRATIVO 2012
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art 1 d lgs 165 del 2001
Articolo 1 del d. lgs. n. 165 del 2001 in materia di ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche - ambito di applicazione
 
 
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Finalità ed ambito di applicazione
Art. 1
 
(Art. 1 del d.lgs n. 29 del 1993, come modificato dall'art. 1 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. Le disposizioni del presente decreto disciplinano l'organizzazione degli uffici e i rapporti di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, tenuto conto delle autonomie locali e di quelle delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dell'articolo 97, comma primo, della Costituzione, al fine di:
a) accrescere l'efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell'Unione europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato, garantendo pari opportunità alle lavoratrici ed ai lavoratori nonché llassenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica (1).
2. Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI (2) (3).
3. Le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. Le Regioni a statuto ordinario si attengono ad esse tenendo conto delle peculiarità dei rispettivi ordinamenti. I principi desumibili dall'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, e successive modificazioni, e dall'articolo 11, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni, costituiscono altresì, per le Regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica (4).
 
Cassazione civile  sez. un. 24 luglio 2013 n. 17930


Le autorità portuali, come si desume anche dall'art. 1, comma 993, della legge 27 dicembre 2006, n. 297 - pur non applicabile "ratione temporis" e che ha meglio perimetrato i loro compiti, nel senso di privilegiare la funzione di soggetto regolatore e non produttore di servizi portuali, sul piano non solo funzionale, ma anche finanziario vanno qualificate come enti pubblici non economici, come tali ricondotti nell'ambito soggettivo delle pubbliche amministrazioni indicate dall'art. 1, comma secondo, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e assoggettati alla giurisdizione del giudice amministrativo prevista dal successivo art. 63, quarto comma, per quanto attiene alle controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione del personale.


Cassazione civile  sez. un. 02 aprile 2007 n. 8088


Posto che i rapporti di lavoro dei dipendenti degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti esercenti attività ospedaliera e classificati ai fini della loro inserzione nel servizio sanitario pubblico hanno natura privatistica, le norme e i principi di tutela operanti per i rapporti di lavoro subordinato di diritto privato non trovano alcun limite alla loro applicazione nel rapporto del personale dipendente da detti enti; siffatta qualificazione, in difetto di disposizioni espresse in questo senso, non comporta, con l'adeguamento dell'ordinamento di tali rapporti di lavoro di diritto privato a quello del personale delle unita sanitarie locali, secondo le disposizioni del d.P.R. 20 dicembre 1979 n. 761, l'assoluta parificazione della regolamentazione degli stessi rapporti a quello dei dipendenti degli enti pubblici ospedalieri, e ciò anche alla stregua delle successive norme introdotte per il riordino della disciplina in materia sanitaria dai d.lg. n. 502 del 1992 e n. 517 del 1993. Alla stregua di questo quadro normativo, pertanto, si deve escludere che gli enti ecclesiastici esercenti attività ospedaliera, previsti dalle citate disposizioni, siano inclusi, secondo l'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui al d.lg. 30 marzo 2001 n. 165, tra dette amministrazioni, che ai sensi dell'art. 1 del citato testo normativo comprendono le amministrazioni, le aziende e gli enti del S.s.n. (Nella specie, le Sezioni unite, alla stregua del principio enunciato, hanno affermato, rigettando il ricorso, la sussistenza della giurisdizione del g.o. in merito alla domanda di un medico inerente l'impugnazione degli atti relativi alla procedura concorsuale per il conferimento di un incarico di dirigente presso l'Ospedale Cristo Re di Roma, appartenente alla categoria dei predetti enti ecclesiastici). 
 
Tribunale  Milano 30 luglio 2010 
 
L'Azienda lombarda per l'edilizia residenziale (Aler) pur essendo subentrata nelle funzioni dell'Istituto autonomo case popolari, non può qualificarsi come p.a. ai sensi dell'art. 1, comma 2, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165 non essendo compresa nell'elenco tassativo di cui a detta norma; deve invece qualificarsi come ente pubblico economico, stante l'espressa previsione dello statuto dell'azienda in tal senso. 
 
 
 NOTE
 
(1) Lettera sostituita dall'articolo 21, comma 1, lettera a) della Legge 4 novembre 2010, n. 183.
(2) Comma modificato dall'articolo 1 della legge 15 luglio 2002, n. 145, dall'articolo 2, comma 2-quaterdecies, del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225. Vedi inoltre l'articolo 1, comma 29, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, l'articolo 4 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 e l'articolo 9, comma 7, del D.L. 18 ottobre 2012 n. 179. Per la proroga dei termini di cui al presente comma vedi l'articolo 21, comma 1, del D.L. 29 dicembre 2011, n. 216.
(3) A norma dell'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, dalla data di presentazione del disegno di legge finanziaria decorrono le trattative per il rinnovo dei contratti del personale di cui al presente comma. In riferimento al presente comma vedi anche llarticolo 1, comma 154, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228. Inoltre, a norma dell'articolo 8, comma 1, del D.L. 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla Legge 6 giugno 2013, n. 64, gli atti di cessione dei crediti certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di cui presente comma, alla data del 31 dicembre 2012 per somministrazioni, forniture ed appalti sono esenti da imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo; la disposizione di cui al citato comma 1 non si applica all'imposta sul valore aggiunto. Vedi anche quando disposto dal comma 2, del medesimo articolo 8.
(4) Vedi l'articolo 23, comma 6, del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, l' articolo 3, commi 18 , 19, 27, 29 , 44 e 94 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e l'articolo 67, comma 8, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133. 




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